MY LIFE DESIGN® negli ISTITUTI PENITENZIARI Liberi Dentro

PROGETTO ‘LIBERI DENTRO’ ABSTRACT

La società in primis non accoglie né reintegra i detenuti che abbiano riacquisito la libertà dopo lo sconto della pena giudiziale”. Con queste parole espresse durante la I edizione della “Giornata Internazionale del Perdono” (Roma 2016), Massimo De Pascalis, ex vice capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha reso evidente come agli occhi della società lo sconto della pena detentiva non rappresenti, da solo, uno spazio/tempo promotore di cambiamento e acquisizione di consapevolezza per il detenuto, aspetti necessari per favorire la possibilità di reintegrazione positiva nel tessuto sociale e comunitario.

La fondazione My Life Design, realtà proponente del presente progetto, da tempo ha cominciato a riflettere sull’esigenza di creare progetti formativi negli Istituti Penitenziari con l’obiettivo di potenziare nel detenuto la consapevolezza del reato attraverso l’utilizzo di training formativi incentrati sul perdono. All’interno del training formativo proposto dal metodo My Life Design®, il perdono è considerato nella sua accezione laica come un ponte di connessione in un sistema interdipendente, in cui il corpo non è separato dalla mente e dalle emozioni, un organo non è isolato dagli altri e dal sistema globale, la dimensione esistenziale si riflette sulla realtà emozionale, mentale ed anche fisica.

Espressione di tale volontà è stato il progetto formativo “Dialoghi sul perdono” che nel 2016/17, con il Patrocinio e coordinamento del D.A.P., ha coinvolto circa 1000 detenuti appartenenti a 11 differenti Istituti Penitenziari. La Fondazione My Life Design, attraverso il presente progetto, desidera raggiungere una duplice finalità, formativa e di validazione scientifica.

La prima è quella di offrire ad un numero maggiore possibile di detenuti la partecipazione al training formativo nell’ottica di aumento del benessere positivo della popolazione carceraria e della vita intramurale; il percorso formativo permetterebbe di alimentare e reimpostare anche i rapporti con gli altri detenuti e con le rispettive famiglie evitando una deriva di progressivo indurimento ed estraneità dalla vita relazionale dentro e fuori dalle mura.

La seconda finalità consiste nella validazione scientifica del metodo My Life Design® sul percorso ‘educazione alla consapevolezza’ in modo da testarne l’efficacia e l’auspicabile abbassamento degli indici predittori della recidiva rispetto la popolazione trattata tramite partnership con l’ Università la Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

A livello terapeutico, il perdono è diventato uno strumento sempre più utilizzato nella pratica clinica. Il perdono viene considerato come un processo capace di riequilibrare al contempo i due aspetti principali dell’individuo: i processi interni, o aspetti intrapsichici, legati alla personalità (ristrutturare la realtà, l’immagine di sé, ridefinire se stessi, liberarsi dalla sofferenza, etc.) e i processi esterni, interpersonali, situazionali, sociali, culturali, esistenziali (ridefinire l’altro e le relazioni, cercare una riconciliazione con l’offensore, cercare la relazione con se stessi).

Nonostante l’efficacia provata del perdono e delle terapie che si basano sul perdono, poco sviluppati risultano essere i modelli che hanno come obiettivo quello di sviluppare e potenziare attraverso training formativi le caratteristiche benefiche proprie del perdono. Il nucleo centrale del metodo ‘My Life Design®’ è rappresentato dalla comprensione e dall’utilizzo del processo del perdono come esperienza ed educazione alla consapevolezza e alla qualità della vita, con l’integrazione dell’utilizzo di tecniche di gestione emozionale, di rilascio e gestione dello stress, di gestione del conflitto e tecniche di autoconsapevolezza e di meditazione.

Le tecniche e il metodo proposti coinvolgono sette livelli: il corpo, la qualità della vita, le emozioni, la mente, l’integrazione del passato, la sfera esistenziale, la consapevolezza di se stessi. Il processo formativo del metodo’ My Life Design®’ si sviluppa in 4 fasi: la dichiarazione, assunzione di responsabilità, rielaborazione dei vissuti e consapevolezza.

In questo modello di perdono è importante riferirsi anche al concetto di intelligenza emotiva, elaborato nel 1990 ad opera di Peter Salovey e John Mayer (1990). Essi definirono l’intelligenza emotiva come “la capacità di monitorare e dominare le emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il pensiero e l’azione”. In questo contesto le emozioni sono considerate come qualcosa di intelligente. Nel 1998 Mayer, Salovey e Caruso sviluppano il test di misurazione dell’intelligenza emotiva e ne definiscono cinque dimensioni: consapevolezza emotiva, controllo emotivo, capacità motivazionale, gestione efficace delle relazione ed empatia. Come metodologia formativa il Metodo My Life Design® prevede differenti tecniche di conduzione dell’aula che favoriscono l’incremento delle credenze di efficacia di specifiche abilità personali e sociali (Bandura, 2000). Esse comprendono in particolare: il livello individuale: l’istruzione programmata degli esercizi proposti, le simulazioni di attività e situazioni, i compiti con l’utilizzo di griglie di autovalutazione o di report il livello gruppale o di coppia: gruppi di discussione con o senza leader, il brainstorming, i gruppi di soluzione di problemi, i focus group, il lavoro di gruppo basato su riflessioni guidate dal docente, le tecniche di simulazione di gruppo (come il gioco dei ruoli), esercitazioni con procedure di self-confrontation. La progettazione esecutiva verrà contestualizzata al campione di detenuti selezionato con l’obiettivo di stimolare le credenze di efficacia individuali per le abilità psicologiche e sociali che si riferiscono all’auto-crescita (self growght) ed alle variabili ad essa correlate, quali, la gratitudine, l’empatia, la self compassion e l’altruismo.

 

 

Per visionare il progetto sociale ‘ Liberi Dentro’ approvato dal Ministero della Giustizia scrivere a: a.querin@mylifedesignfoundation.org

Fundación My Life Design
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